L’INSOPPORTABILITA’ DELL’INSICUREZZA E DELL’INCONTROLLABILITA’: ALLA RICERCA DELLA SOLUZIONE PERFETTA

 

“Ricordati figliolo mio
non dire che questo è insopportabile,
altrimenti saresti già morto”

(M. Aurelio)

Quest’utopia (ricerca della sicurezza/del controllo/della soluzione perfetta), fa spesso parte di problemi fobici e/o ossessivo-coatti o depressivi reattivi. E’ semplicemente sbalorditivo quanti milioni di persone siano terribilmente sconvolti e infelici quando le cose non vanno perfettamente e sicuramente come loro vorrebbero, ossia così come è invece  la vita. Il risultato è quindi quello di procurarsi un’intensa infelicità, e con profondi e durevoli stati di ansia, ostilità, frustrazione etc. Lasciarsi turbare in maniera esagerata dalle circostanze, raramente ci permette un cambiamento funzionale. Quando le cose non vanno come vorremmo, possiamo certamente sforzarci di cambiarle con tutte le nostre umane e limitate capacità. Ma quando ciò risulta impossibile al momento o per sempre (e purtroppo succede), l’unica cosa ragionevole è rassegnarci filosoficamente al nostro destino accettando la realtà. Milioni di persone sono convinte di dover avere soluzioni sicure e perfette per i problemi che le assillano e di non poter vivere bene in un mondo di imperfezione e incertezze.

1)    E’ POSSIBILE ESSERE SICURI DI QUALCOSA?
La scienza e la filosofia hanno dimostrato, volenti o nolenti, che viviamo in un mondo probabilistico e possibilistico ma non possiamo avere la sicurezza di niente (a parte la nostra vita limitata nel tempo) riguardo alla realtà esterna. Poiché così stan le cose, e poiché la ricerca di certezze può creare solo false illusioni con conseguente ansia esistenziale, l’unica cosa sensata è accettare le cose invece di pretendere di controllarla o di aver la soluzione perfetta. La scienza, in particolar, offre prove  ma non sicurezze, e ciò che oggi è una conoscenza, essa stessa può poi essere confutata (K. Popper). Soltanto certe ideologie (religiose, politiche, sociali) fanatiche propagandano le loro ipotetiche sicurezze pur non essendo in grado di offrirci nessuna prova. Ovviamente non si confuta la libertà individuale delle proprie credenze o di fede.

2)    MA IO DEVO ESSERE SICURO DELLE SICUREZZE…
Questo  è il micidiale meccanismo della trappola in cui va a cacciarsi chi cerca disperatamente e presuntuosamente qualcosa che non esiste: si finisce inesorabilmente fuori pista. Il guaio è che in questa inutile e ostinata ricerca si finisce spesso col procurarsi il malessere. Talvolta l’eccessivo controllo (chiudere la chiavetta del gas o pedinar la persona “amata” che non ci tradisca) potrebbe permettere di raggiungere una falsa sensazione di sicurezza. Ma si tratta di una pura illusione. Però nemmeno quest’illusione risolve il problema, perché rimane sempre l’incubo che i fatti vengano smentiti (come spesso avviene).

3)    SE COSI’ NON FOSSE SUCCEDERA’ LA CATASTROFE…
E qui si raggiunge il massimo dell’incongruenza, perché si suppone che la nostra sensazione di sicurezza abbia un’influenza preventiva o esorcizzante sugli eventi temuti. Basti pensare al terrore di fallire che spesso favorisce il fallimento. Oppure, credere che la mia falsa sicurezza impedisca all’aereo di precipitare sconfina nel pensiero magico o quantomeno nell’ingenuità. A conclusione di questa breve riflessione, come psicoterapeuta posso però certamente garantire e certificare ai pazienti in cerca di sicurezza con tanto di timbro e firma: “sicuramente continueranno a star male finchè non cambieranno idea smettendo di cercarla inutilmente”.     (R. P.)

One thing is certain,
that life flies;
one thing is certain:
the flower that once has blown for ever dies