Warning: escapeshellcmd() has been disabled for security reasons in /home/uj6h9xxl/domains/riccardopulzoni.it/public_html/libraries/vendor/phpmailer/phpmailer/class.phpmailer.php on line 1447 UP PATRIOTS! - PARTE SECONDA

UP PATRIOTS! - PARTE SECONDA

COMBATTI PER I TUOI DIRITTI / OPEN YOUR EYES

 

VOCE RECITANTE: JUTTA NIENHAUS

Aber der glanz mϋntzerscher morgensterne
Über den aufrϋhrerischen Bauern
Wenn sie ihren peinigern ein blutiges
Licht aufstecken
Aber der wohlklang der Stalinorgel
Wenn sie den Hitler – soldaten
Zu Weihnacht “Friede auf Erden”
In die erfrorenen horen brϋllte.

Aber die eleganz automatischer raketen in Ho-Chi-Minhs himmeln wenn sie den erstaunlichen ingenieur leistungen aus Detroit den erstaunlichen kuss geben. Aber die schÖnheit der machinen pistole ϋber der schulter des guerilla – kämpfers wenn er dem Bolivianischen Kuli treffende argumente gegen seine unterdrϋcker liefert, die sie endlich verstehen.
Das beste aber: polizisten, aberichtet gegen das volk, wenn sie im strom der empÖrten massen durch die strassenschluchten geschwemmt ertrinken und endlich, endlich ergreifen sie statt ihrer waffen die rettende hand der waffenlosen.

(W. Biermann)

Ognuno di noi può offrire un contributo, anche minimo al miglioramento della società in cui viviamo. Tacere è il peggior nemico del cambiamento. Rimanere fuori da un sistema sociale, reprimendo l’espressione di una propria idea, per timore, per convenienza o col pretesto della sua inutilità, significa ritenere di non farne parte.

 

 

Tante gocce d’acqua possono riempire qualsiasi recipiente. Solo il tempo darà la giusta risposta. Le decisioni politiche mirano a spostare oltre i 67 anni l’età pensionabile, laddove gli stessi uomini politici si consentono le pensioni (d’oro) dopo solo due anni e mezzo di mandato parlamentare.
Ma dove è finito lo spirito e l’orgoglio italiano? UP ITALIANI! Ciò che meraviglia di più è proprio l’immobilismo. Ma dove bisogna arrivare? Forse il popolo italiano ha dimenticato di essere sovrano in tutte le decisioni politiche. E’ vero: c’è il freno di certi sindacati (che non è amico del popolo ma spesso è asservito ai giochi dei poteri), c’è il freno di certi tipi di controllo sociale… ma mai dimenticare lo spirito di libertà del pensiero e dell’azione.

LA PSICHIATRIA OGGI

 

DOTTI (PD) MEDICI (PDL) SAPIENTI (M5S)

Di fronte a certi fatti di cronaca, generati da menti, a dir poco disturbate, non viene intervistata la figura professionale più idonea: cioè dello psichiatra, ma si ascolta l’opinione di altre figure professionali, non competenti della patologia dello psichico, cioè della Psicopatologia.
(Questo vale anche per altre forme: più si mantiene il livello culturale basso più le masse non si liberano dalle catene del potere, e più il potere domina la gente. E allora oggi l’oppio dei popoli è il Football, i cellulari super tecnologici, le trasmissioni televisive trash).
Questa è una tendenza “pilotata” a favore di una categoria professionale apparentemente più accreditata presso l’opinione pubblica, perché esorcizza la paura della follia, o è colpa di una Psichiatria che oggi sembra saper parlare solo il linguaggio dei neurotrasmettitori, degli psicofarmaci e delle neuroimaging? Siamo di fronte ad una distorsione della comunicazione, ad un caos epistemologico.
Questo è il prodotto di una Psichiatria Accademica narcisistica, arroccata nell’ideologismo paranoicale, mirante solo a perseguire traguardi personali e di carriera.
Questa Psichiatria, che non ha tempo per soffermarsi a scrutare il mondo interiore del paziente, le sue problematiche individuali e sociali, che sposa gli interessi dei poteri stranieri e politici, ha scelto la strada della ricerca di laboratorio (se così si può chiamare) facile, libresca, mediatica, dimenticando il complesso mondo del paziente. Quando ci si trova a confrontarsi con quegli “scienziati” che pubblicano due-tre articoli a settimana in inglese su riviste internazionali, col metodo taglia e cuci, ti trovi di fronte ad un deserto clinico – umano che ti lascia perplesso: spesso questi personaggi appaiono su riviste popolari, in TV dai nomi fittizi che conio come il “Prof Mario Pippa” o il “Prof Raffaele Segantini”. Ecco questi signori sono degli ottimi show-man, esprimono diagnosi e interpretazioni senza vedere i pazienti direttamente. Ma credete che costoro, per il fatto che si presentano regolarmente alle televisioni, siano dei bravi clinici? Sono degli ottimi parlatori, semmai, di fumo. Questa Psichiatria ha selezionato negli ultimi tempi una docenza stereotipata, di slides, chiusa, ristretta, che poco sa di psicopatologia e figuriamoci di diagnosi e cura (farmacologica e psicoterapia). Questa Psichiatria accademica senza identità clinica, lascia lo spazio alla Psicologia che anch’essa sta perdendo la sua identità ma sta guadagnando terreno e prestigio invadendo un campo di non sua competenza.
UNIVERSITA’ DI GINEVRA BEL-AIR: Il Prof. Renè Tissot (Direttore della Clinica Psichiatrica, succeduto al Prof. Julian De Ajuriaguerra grandissimo neuropsichiatra mondiale) chiese al suo amico e prestigioso psicologo Prof. Jean Piaget una sua opinione riguardo i fenomeni psicologici da quest’ultimo studiati (assimilazione e accomodamento) nello studio dei fenomeni clinici dell’Isteria e del disturbo ossessivo. Piaget, da grande studioso e scienziato umile rispose all’amico: “Scusami Renè, io sono solo uno psicologo che studia lo sviluppo psichico normale del bambino e pertanto non posso darti una risposta in merito poiché non mi occupo di psicopatologia”.
Scusate se è poco! Ma a rimetterci la salute come al solito Who’s?
Crediamo che i danni maggiori alla Psichiatria li stiano creando, oggi, proprio gli psichiatri. Non si può mettere mano alla risoluzione di problemi periferici, se non si provvede alla ristrutturazione delle fondamenta. Occorre una riforma delle scuole di specializzazione (selezione più qualificata sulle motivazioni personali di studio e attitudini psicologiche, più formazione e lavoro clinico supervisionato da personale esperto, si introduca un esame serio di Psicologia e si forniscano molte più ore di studio della psicopatologia, si introduca dal secondo anno di specializzazione una formazione psicoterapeutica obbligatoria) se si vuole veramente pervenire ad una migliore gestione della Salute Psichica.
Gli psichiatri si riapproprino della competenza esclusiva della Psicopatologia e della gestione completa del disturbo psichico, che compete loro.
Si sta creando una società di “falsi malati” affidati alla cura di alcune categorie professionali non mediche o con specializzazioni diverse. Nel concetto di terapia, si dimentica spesso la conoscenza integrata di acquisizioni di tipo biologico e psicologico, acquisizioni che sarebbero solo in possesso dello Psichiatra, il quale, tra l’altro, è l’unico che può emettere una diagnosi clinico-nosografica. Se il concetto clinico presuppone conoscenze anche di tipo biologico, è elementare capire che solo lo Psichiatra può emettere tale tipo di diagnosi.
La Psichiatria SI SVEGLI: è Già TARDI!
La competenza spazia dalla biologia alla psicologia, come quella di qualsiasi medico, che spazia dalla fisiologia alla patologia.
Si rende necessaria la rivalutazione del ruolo e della dignità del medico, oggi così mortificato dall’ignoranza politica, dalle università carrieristiche e asservite ad una cultura (quelle del DSM oggi 5) ben distante da quella nostra mitteleuropea (Patria della Psichiatria), dagli interessi abnormi delle industrie farmaceutiche che addirittura pilotano le nuove classificazioni psichiatriche introducendo protocolli terapeutici gestiti dai farmacologi (che di clinica nulla sanno, figuriamoci di rapporto medico-paziente).

Prof. Gennaro Iorio                                                                                                                          Dr. Riccardo Pulzoni

 

 

 

La favola di Pinocchio è un testo di grandissima profondità, solo che i suoi contenuti sono stati travisati dall’allora cultura che riteneva la crescita come il frutto di un’educazione che insegnasse soprattutto a sottomettersi alle regole del sistema. Collodi probabilmente aveva idee diverse dal regime, forse diametralmente opposte, dove per crescita intendeva la coltivazione e lo sviluppo delle proprie potenzialità ed individualità. Certo attraverso la fatica dello studio, che è una cosa molto diversa. Conoscere non vuol dire imparare a memoria le regole del gioco per sottomettervicisi. L’Italia invece del potere di ieri e di oggi (al di là dei colori bianco-rosso-nero) auspicava e auspica questa sudditanza della gente.
La cultura rende liberi, almeno un po' di più, i regimi invece l’hanno sempre temuta. Il sistema attuale pure la teme ….