POR FAVOR… NON FATECI DEPRIMERE

 

E’ piuttosto sconcertante, ma ci pare ancora opportuno, ritornare sull’argomento già trattato in precedenza (sia sul sito che durante le nostre lezioni universitarie) per l’opinione pubblica che ancora non prende coscienza riguardo le competenze sul trattamento del disagio psichico come ad esempio per la depressione.
Qui non si scherza sulla salute della gente e sui potenziali rischi connessi alla patologia! Ci rendiamo conto di quanta ignoranza, superficialità o peggio ancora di cinica disonestà ogni giorno riceviamo notizie dai pazienti stessi. Purtroppo tutta una serie di categorie sia medica o di altra impostazione, imperversano e invadono il campo dello specialista psichiatra nel trattamento del disagio/disturbo psichico. Queste categorie possono sinteticamente essere raggruppate in due grossi settori più uno di natura mediatica.
1) Alcuni medici di medicina generale o di altre branche specialistiche (dermatologi, ginecologi, cardiologi, ortopedici, proctologi etc.) che spesso intervengono maldestramente confondendo una tristezza fisiologica o una reazione depressiva esistenziale da una depressione maggiore e/o psicotica oppure secondaria a patologie organiche o tossiche. A questi colleghi si aggiungono poi anche quelli che sarebbero i “più titolati” come i neurologi che dovrebbero occuparsi del M. di Parkinson o dell’epilessia etc. invece dei disturbi dell’anima/psichico.
Considerazioni su costoro: non comprensione del paziente nella sua complessità e storiografia, somministrazione di farmaci “ad ombrello”, ovvero dove cojo – cojo… magari sperando nel miracolo… Negazione dell’importanza della relazione terapeutica col paziente e della psicoterapia (oltre ad una corretta diagnosi e ponderata terapia farmacologica qualora necessitasse) riducendo il malato come una macchina da “aggiustare”.
2) Lasciando perdere alcune figure non specificatamente mediche come i fisioterapisti, gli infermieri, i podologi, logopedisti, osteopati, erboristi, e similari, c’è anche la figura confusa come medica (ma non lo è!) dello psicologo. Ci riferiamo a quelli sleali, presuntuosi o se vogliamo essere tolleranti inesperti/ingenui.
Abbiamo invece avuto l’onore personale di conoscere e ricevere gli insegnamenti di alcuni colossi della psicologia come J. Piaget e A. Ellis (scusate se è poco) i quali mai si sono intromessi nella gestione psicopatologica.
Questi altri psicologi invece, di ben altra statura, privi di onestà scientifica e critica, si permettono di indicare direttamente al paziente come poter scalare o inserire gli psicofarmaci. Oppure utilizzano l’altro sistema: indirizzare gli inermi pazienti ai medici (generici, neurologi, omeopati) non competenti del settore al fine di “non perdere” il paziente.
Che triste realtà!
Conosciamo altresì (per fortuna) altri psicologi molto seri e preparati che chiedono onestamente il nostro consiglio diagnostico e terapeutico. Con questi si collabora volentieri in funzione della salute del paziente.
3) Le nefandezze che si leggono su internet determinano ulteriori confusioni per le persone depresse. Ma come può uno scritto (e spesso senza sapere da quale fonte o autore proviene) emettere una sequenza di diagnosi – terapia e prognosi sulla persona mai visitata?

Insomma… bisogna sapere che è la Psichiatria la scienza che studia i molteplici fattori del disturbo psichico e che individua la migliore scelta terapeutica.

PER
FAVORE
LASCIATE CHE DI
“DEPRESSIONE” NE PARLINO
GLI PSICHIATRI. NON COPRITEVI
DI RIDICOLO VOI CHE NON SAPETE.

 

G. I.                                                                                                                                                                                                            R. P.